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Un occhio al prossimo inverno
Redatto il: 08 ottobre 2014 ore 22:43

 Prima parte

Sarà per la delusione avutasi nella passata stagione invernale, sarà per la voglia di neve, sarà per il calendario che avanza spedito verso il fatidico 1 dicembre oppure per qualche altro motivo ma vedo in giro un clima di grande attesa e speranza per i prossimi mesi invernali. Si accavallano giornalmente le promesse fumose dei soliti desiderosi di click e qua e la si leggono anche le prime serie analisi redatte da personaggi preparati. Proviamo anche noi, nel nostro piccolo, ad analizzare i primi indici, teleconnessioni e semplici intuizioni, premettendo che siamo ancora molto distanti dallo stilare una previsione stagionale di per sé già molto difficile e quindi quello che scriverò in questo articolo va preso assolutamente solo come pre-tendenza che potrebbe cambiare parecchio nelle prossime settimane.

Fatta questa doverosa premessa veniamo a noi. Come ben sappiamo nella stagione fredda il clima è governato dal Vortice Polare e dalle onde planetarie che possono spingersi fin nei territori polari destabilizzando proprio il VP, fino a dividerlo in alcune rare occasioni. Molto importante quindi, ai fini di previsione, è capire la forza che avrà il VP, l'intrusività e la disposizione che avranno tali onde. Un altro occhio va buttato verso la parte alta dell'atmosfera, la stratosfera, che può interagire con i più bassi livelli troposferici.  

La salute del VP in troposfera si misura con un indice numerico, l'AO che misura la differenza di pressione al livello del mare tra le regioni polari e le medie latitudini. In questa prima parte di autunno, il neonato VP è risultato debole con AO che proprio in questi giorni sta toccando valori negativi di tutto rispetto. 

Negli ultimi anni si è scoperto che la forza e la disposizione del VP in ottobre può influire sullo stesso nella successiva stagione invernale, una sorta si imprinting che assume la trottola polare e che si ripresenta nei mesi a seguire.  Come molti penseranno, quindi, più il VP è disturbato in ottobre, maggiori saranno le possibilità di AO negativa nel trimestre invernale ed in parte è proprio così. Volgendo lo sguardo un po' più in alto, però, è bene sottolineare che se i disturbi sono tali da arrivare oltre la tropopausa e quindi in bassa stratosfera, destabilizzando fortemente il VP stratosferico e creando strati antizonali si crea un isolamento degli alti strati atmosferici (in quanto gli strati antizonali sono impermeabili agli scambi di calore verticali). Questo isolamento provoca in tempi rapidi un sensibile raffreddamento in stratosfera con VPS in rinforzo ed elevate possibilità di avere un AO positiva nella prima parte invernale con rischio di superare la soglia critica del NAM e in questo caso il condizionamento dell'AO su valori positivi continuerebbe per i successivi 45/60 gg. Diversamente, un normale raffreddamento radiativo stagionale, unito ad un costante e non eccessivo apporto di calore dalla troposfera non evoca questo rischio ma anzi potrebbe portare ad un VP disturbato già nella prima parte invernale e questo sembra proprio il caso di quest'anno, infatti se andiamo a vedere in troposfera troviamo un VP pressoché assente, se saliamo fino ai piani bassi della stratosfera vediamo si molti disturbi creati dall'apporto di calore dal basso ma senza l'instaurarsi di antizonalità deleteria per il proseguio stagionale mentre in alta strato continua il normale raffreddamento radiativo con VP in approfondimento senza intoppi.

 

Fine prima parte - CONTINUA...


A cura di: Daniele Cavazzoni
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